'a67 - Tuyo
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La nostra #Tuyo su Radio Napoli ;)

Tuyo è il secondo singolo del nuovo disco degli ‘A67, un brano che intreccia e unisce idealmente Medellin, Napoli e Rio De Janero. Pablo Escobar era ossessionato da Napoli, se ne innamorò dopo averla visitata alla fine degli anni ’70, al punto da chiamare il suo quartier generale, “Hacienda Napoles” (Tenuta Napoli). E anche l’autore di Tuyo ama Napoli, come ha confessato al cantante della band. “Quando sono a Napoli sento il senso di umanità nei modi, nella parlata, nel cibo.” Un amore dovuto anche al fatto che la bisnonna di Rodrigo Amarante era napoletana.

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Grazie Maestro <3

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Grazie Franco <3

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Presto fuori Tuyo stay tuned ❤

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'A67 #Radici <3

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"Abbiate il coraggio di restare soli" La lettera di Mimmo Lucano letta ieri in piazza a Riace. È inutile dirvi che avrei voluto essere presente in mezzo a voi non solo per i saluti formali ma per qualcosa di più, per parlare senza necessità e obblighi di dover scrivere, per avvertire quella sensazione di spontaneità, per sentire l’emozione che le parole producono dall’anima, infine per ringraziarvi uno a uno, a tutti, per un abbraccio collettivo forte, con tutto l’affetto di cui gli esseri umani sono capaci. A voi tutti che siete un popolo in viaggio verso un sogno di umanità, verso un immaginario luogo di giustizia, mettendo da parte ognuno i propri impegni quotidiani e sfidare anche l’inclemenza del tempo. Vi dico grazie. Il cielo attraversato da tante nuvole scure, gli stessi colori, la stessa onda nera che attraversa i cieli d’Europa, che non fanno più intravedere gli orizzonti indescrivibili di vette e di abissi, di terre, di dolori e di croci, di crudeltà di nuove barbarie fasciste. Qui, in quell’orizzonte, i popoli ci sono. E con le loro sofferenze, lotte e conquiste. Tra le piccole grandi cose del quotidiano, i fatti si intersecano con gli avvenimenti politici, i cruciali problemi di sempre alle rinnovate minacce di espulsione, agli attentati, alla morte e alla repressione. Oggi, in questo luogo di frontiera, in questo piccolo paese del Sud italiano, terra di sofferenza, speranza e resistenza, vivremo un giorno che sarà destinato a passare alla storia. La storia siamo noi. Con le nostre scelte, le nostre convinzioni, i nostri errori, i nostri ideali, le nostre speranze di giustizia che nessuno potrà mai sopprimere. Verrà un giorno in cui ci sarà più rispetto dei diritti umani, più pace che guerre, più uguaglianza, più libertà che barbarie. Dove non ci saranno più persone che viaggiano in business class ed altre ammassate come merci umane provenienti da porti coloniali con le mani aggrappate alle onde nei mari dell’odio. Sulla mia situazione personale e sulle mie vicende giudiziarie non ho tanto da aggiungere rispetto a ciò che è stato ampiamente raccontato. Non ho rancori né rivendicazioni contro nessuno. Vorrei però dire a tutto il mondo che non ho niente di cui vergognarmi, niente da nascondere. Rifarei sempre le stesse cose, che hanno dato un senso alla mia vita. Non dimenticherò questo travolgente fiume di solidarietà. Vi porterò per tanto tempo nel cuore. Non dobbiamo tirarci indietro, se siamo uniti e restiamo umani, potremo accarezzare il sogno dell’utopia sociale. Vi auguro di avere il coraggio di restare soli e l’ardimento di restare insieme, sotto gli stessi ideali. Di poter essere disubbidienti ogni qual volta si ricevono ordini che umiliano la nostra coscienza. Di meritare che ci chiamino ribelli, come quelli che si rifiutano di dimenticare nei tempi delle amnesie obbligatorie. Di essere così ostinati da continuare a credere, anche contro ogni evidenza, che vale la pena di essere uomini e donne. Di continuare a camminare nonostante le cadute, i tradimenti e le sconfitte, perché la storia continua, anche dopo di noi, e quando lei dice addio, sta dicendo un arrivederci. Ci dobbiamo augurare di mantenere viva la certezza che è possibile essere contemporanei di tutti coloro che vivono animati dalla volontà di giustizia e di bellezza, ovunque siamo e ovunque viviamo, perché le cartine dell’anima e del tempo non hanno frontiere. Mimmo Lucano.

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Auguri al M° Edoardo Bennato che oggi compie 72 anni ❤

bio

'A67 significa la 167, la legge che ha originato l’edilizia popolare d’Italia e ha edificato  il nostro quartiere, Scampia. Siamo nati qui. La nostra musica - chiamatela Rock, Crossover o come vi pare – è stata prima un urlo di rabbia contro tutti,  poi l’urlo è diventato parola. Le parole, canzoni.

Il disco d'esordio "'A camorra song'io" (Polosud, 2005) è stato ben accolto dalla stampa specializzata, seguito dai media italiani ed esteri. In quell’anno il regista, Antonio Capuano sceglie il brano, ‘A67 per la colonna sonora del film: “La guerra di Mario”. Tra i premi: vincitori del "Premio Siae per Demo" 2004 e di "Voci per la Libertà - Una canzone per Amnesty" 2006.
Gli 'A67, nel 2006, sono in giro con lo spettacolo tra musica e teatro "ALIEN'AZIONE"; nel 2007 con il progetto scolastico di educazione alla legalità, "Voglie parlà!". Nello stesso anno la band rappresenta l'Italia alla "Feira da Música de Fortaleza" nel Nordest del Brasile. Nel 2008 il secondo disco "Suburb" (Polosud/Edel Italia), un concept-album dedicato alle periferie del mondo. Un sound potente e ricco di collaborazioni italiane tra cui Mauro Pagani, Zulù e Roberto Saviano e rockband internazionali (India, Brasile, Marsiglia e Istanbul). "Hot Artist della settimana" per Mtv.it, il disco si classifica al terzo posto al Premio Tenco 2008 come "Miglior Album in Dialetto". A fine 2008 l'esordio al festival "Politicamente Scorretto" di Carlo Lucarelli con il nuovo spettacolo "Generazione Suburbe" scritto assieme a Giancarlo De Cataldo. Nel 2009 pubblicano il singolo-videoclip "Io non mi sento italiano", cover di Giorgio Gaber, a sostegno delle cooperative di Libera Terra.

Nel 2010 esce "Scampia Trip" (Libro + cd). Un progetto multimediale per raccontare il proprio quartiere. Nel 2011 suonano al "Festival Musicando" della Libera Università di Alcatraz dove improvvisano sul palco con il premio nobel Dario Fo. Nello stesso anno realizzano con Edoardo Bennato il brano "Accussì va 'o munno", colonna sonora del film "L'era legale" di Enrico Caria e primo singolo del terzo album della band: "Naples Power" (Free-d Music/Universal, 2012). Un disco (con in allegato un libro) omaggio al Neapolitan Power in cui gli 'A67 collaborano con i maggiori artisti napoletani (Edoardo Bennato, J. Senese, T. De Piscopo, T. De Sio, Raiz, Planet Funk, 99 Posse, ecc.) e scrittori come: R. Saviano, Valeria Parrella, Carlo Lucarelli, Pino Aprile, ecc. La copertina di "Naples Power" è del M° Mimmo Paladino. Il disco accolto in modo entusiasta dalla critica e dal pubblico, porta la band a calcare i palchi più importanti d’Italia dal concertone del primo maggio a Roma, allo storico “Arezzo Wave Festival”, passando per il Teatro Valle Occupato sino ad arrivare al “Tarantella Festival” a  Liegi (Belgio). Il tour di Naples Power si chiude nel 2014 con l'invito di Pino Daniele a partecipare al mega evento di “Napule è tutta n'ata storia”: 5 concerti al Palapartenope di Napoli insieme agli artisti che hanno fatto grande il Naples Power. A febbraio 2018 esce Il Male Minore feat. Caparezza, singolo che anticipa l’uscita del nuovo album della band.

Gli 'A67 sono:

Daniele Sanzone (Voce)
Enzo  Cangiano (Chitarre)
Gianluca Ciccarelli (Basso)

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Info: info@a67.it
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